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Tre domande ai nostri capo allenatori oggi Coach D´Oriano (D Femminile)

18-12-2013 08:31 - volley
Tre domande ai nostri capo allenatori delle Prime squadre questa settimana abbiamo con noi Coach D´Oriano per la D femminile. Allenatore di lungo corso per il quale ogni presentazione è superflua!!

Buongiorno Glauco siamo giunti al primo terzo di campionato, possiamo stilare il primo bilancio come valuti l´andamento della squadra che alleni? Luci ed ombre insomma!!!


D´Oriano:Il bilancio, al momento, per la nostra squadra, è solo negativo. Un grande allenatore (che ha vinto molto ma subito anche sconfitte brucianti) ha detto: chi vince brinda, chi perde spiega.
Abbiamo cercato e stiamo cercando di fare proprio questo, e dico abbiamo non come pluralis maiestatis ma pensando a tutte la componenti che sono coinvolte in questo processo. Abbiamo discusso a lungo provando a confrontarci su tutte le cause che inducono delle prestazioni che, al di là del risultato, ogni tanto non sono disprezzabili, più spesso sono realmente sconcertanti.
Ripercorrere le tappe di tutta l´analisi sarebbe troppo lungo per lo spazio di un´intervista e neanche esaustivo ma, per cercare di far capire chi ci legge e per essere sintetico dirò che è come sfogliare una cipolla, le prime bucce sono quelle della mentalità, sia in campo che nella vita di palestra ci sono diverse cose da migliorare, poi ci sono le bucce fisico-tecniche, poi quelle tattiche, poi sicuramente un disorientamento dovuto al cambio dei metodi di lavoro, soprattutto di preparazione fisica e di gestione della gara; tutte cose alle quali non ci si abitua in un giorno e neanche in tre mesi.
Tutto questo però, in qualche misura, era preventivabile. Non era invece pensabile, quantomeno in queste proporzioni, la "bambola" emotiva che attanaglia buona parte delle ragazze che scendono in campo: è un po´ come la "scena muta" davanti al professore pur avendo studiato bene e conoscendo più che sufficientemente la materia. Certo questo tipo di "materia", cioè l´adattamento al gioco, è cosa viva e in perenne evoluzione e le difficoltà di apprendimento esistono - è stato sottolineato già qualche rigo sopra - ma non siamo così "brutti o sprovveduti o scompaginati" come potrebbe apparire ad assistere alla gara. Tutti coloro che vedono e seguono gli allenamenti sono consapevoli dei passi fatti in avanti dalla squadra, sul piano della comprensione dei meccanismi di gioco e della esecuzione dei fondamentali.
C´è da ringraziare la lungimiranza e la pazienza della dirigenza Virtus che cerca in tutti i modi di approcciare il problema, per la parte che le compete, con fermezza, decisione e chiarezza di idee.
Esiste, comunque, una sola ricetta nella pratica: allenarsi di più e meglio e giocare, giocare, giocare.
Più si gioca e più si acquisisce esperienza e sicurezza.
Io sono fiducioso sul futuro e assolutamente convinto del valore di queste atlete.



Come giudichi il livello del campionato in cui giocate, le gerarchie di inizio stagione sono rispettate? Chi è la sorpresa e chi la delusione?

Sinceramente non conosco bene il campionato. Ho visto i filmati di diverse nostre avversarie, diversi allenatori e alcune società hanno già attraversato la mia strada - ho guidato per qualche anno una C femminile in provincia di Pisa e più di un sodalizio a quei tempi, si parla di una decina di anni fa, militava in C nel mio girone, parlo delle due squadre di Grosseto, della Mens Sana, della Chimera Arezzo, dell´Eurodue.
Non saprei però esprimermi su quali siano le sorprese e le rivelazioni del campionato. Posso solo dire che la qualità del gioco mediamente espressa è di un livello basso - la cosa non torna a onore della nostra squadra ma così è - rispetto ad una prima divisione c´è una molto più efficienza in servizio e una maggiore continuità in difesa, anche se le difese sono spesso frutto di adattamenti personali e non di una impostazione tecnica; rispetto invece a una D o una C di qualche anno fa esiste un notevole impoverimento di contenuti tecnici; non vorrei entrare in tematiche troppo specialistiche ma vedo un generale abbassamento in qualità dei fondamentali di difesa e ricezione, una scarsa capacità di ricostruzione - nessun giocatore, che non sia il palleggiatore, sa più alzare.
Non esiste una programmazione del contrattacco in condizioni di gioco normali, a maggior ragione in condizioni critiche; in pratica: una squadra di buon livello deve concludere sempre le proprie azioni con un attacco, più i terzi tocchi sono effettuati in palleggio piedi a terra o in bagher e più il livello tecnico è mediocre. In questo campionato si registra troppo spesso questo modo di concludere le azioni. Un´altra cosa che mi ha colpito in negativo è la scarsa varietà e la poca frequenza degli attacchi da posto 3 e in generale la poca abilità dei centrali. Questo, a mio parere, è però un limite, oltre che di questo livello, un po´ di tutta la pallavolo italiana: pare ci sia poca attenzione, e non capisco perché, all´insegnamento delle tecniche di veloce - faccio un esempio al riguardo: negli ultimi 5/6 anni, nei corsi obbligatori di aggiornamento da me frequentati sono sempre state affrontate tematiche relative al ricettore-attaccante e mai quelle del centrale - può essere un mio strabismo ma la percezione è questa.


Il movimento volleystico poggibonsese è molto spostato verso il femminile anche se abbiamo una prima squadra maschile in serie C, che messaggio possiamo dare ai maschietti per avvicinarsi al nostro splendido sport?


Si è vero, i numeri parlano a favore del settore femminile ma la qualità no o non come vorrei.
Credo che questo sia il vero obiettivo: migliorare la qualità tecnica individuale e il gioco dei nostri settori giovanili.
Questo non significa in assoluto "fare selezione".
L´ideale, ed è quello che stiamo cercando di fare, potrebbe essere il creare una struttura organizzativa che dia a tutti gli atleti e le atlete iscritte la possibilità di realizzare la propria "strada" allo sport e alla pallavolo in particolare.
Intanto è necessario ampliare ancora la nostra "ricettività di base" dando l´opportunità a tutti di poter praticare il Volley in ambienti idonei, in orari percorribili e attraverso la massima efficienza di tutti i supporti organizzativi necessari ( segreteria, informazioni, abbigliamento e soprattutto qualità dell´addestramento); ma credo che questo non sia sufficiente, stiamo infatti aprendo un proficuo dialogo con le istituzioni scolastiche per poter aver accesso diretto al processo educativo all´interno della scuola per la parte che può competerci, come esperti di una disciplina sportiva di amplissima diffusione. A breve infatti partirà una serie di interventi nelle ultime classi delle scuole elementari che cercherà di avvicinare centinaia di bambini e bambine alla pratica della Pallavolo e che culminerà, nella primavera, in un torneo di Green Volley da effettuarsi nella splendida cornice del Cassero e che ci vede, ai fini della sua realizzazione, in piena e completa sintonia con il Comune di Poggibonsi.
Tutte queste iniziative tendenti a creare due strade parallele ma non incompatibili: lo sport per tutti da una parte e la Pallavolo di qualità dall´altra, al fine da dare ad ogni atleta ciò che si aspetta dalla pratica sportiva.
La strada è lunga ma quest´anno abbiamo già iniziato bene: abbiamo aperto le porte a circa 40 nuove praticanti, la maggior parte delle quali giovanissime, sorridenti ed entusiaste, e abbiamo intenzione di continuare così anche nei prossimi anni.
La Virtus non deve avere porte chiuse per chi chiede sport. Ma deve essere anche scuola di Sport,
nel senso che non può essere al servizio di chi vuol farne un club privato; ci sono regole e priorità che non possono essere disattese e sono quelle della disciplina, del rispetto delle scelte e delle strategie tecniche e societarie e dell´applicazione prima di tutto dei principi di tolleranza, della capacità di adattamento alla squadra, del rispetto delle regole individuali e collettive.
A tutti viene data l´opportunità di giocare ma non di scegliere la squadra e le compagne sulla base di simpatie o capricci o visioni personali.

Anche sul piano dei risultati e quindi della qualità tecnica nel giovanile qualcosa si muove: quest´anno, facendo gli scongiuri di prammatica, dovremmo accedere alle fasi finali dei campionati provinciali che, notoriamente, sulla provincia di Firenze, sono notevolmente selettivi, in ben tre categorie - Under13, Under14 e Under16 - qualora ciò accadesse, sarebbe, mi si dice, a memoria dei dirigenti di più lunga militanza, un obiettivo mai raggiunto a livello femminile dalla Virtus.
Ne siamo soddisfatti, ma abbiamo la consapevolezza che si può fare meglio e di più, quantomeno possiamo provarci.

Per quanto riguarda il Settore Maschile, col quale collaboriamo per l´intervento nelle scuole, ci auguriamo che questa serie di iniziative serva a muovere o invertire l´inerzia di un fenomeno - la poca quantità di praticanti - che non è locale ma purtroppo consolidato anche a livello nazionale.
Cosa dire a un giovanissimo o giovanissima per invogliarlo a giocare a pallavolo?
Non esiste una ricetta unica, più che dire dobbiamo fare e, come Maometto, andare verso la montagna: non possiamo aspettare che i ragazzi vengano a noi, prima è necessario che conoscano la Pallavolo, i suoi valori, i suoi giocatori, i suoi successi, i visi dei suoi istruttori, la cura e l´attenzione
con la quale vengono seguiti, fatti divertire, allenati. Noi siamo una delle mille alternative che il mondo odierno offre a un giovane, per essere scelti dobbiamo essere un´eccellenza, anche semplicemente nell´accoglierli e farli sentire importanti come effettivamente sono.
Ringrazio i lettori per la pazienza con la quale hanno letto queste mie parole e, augurando buone feste e un grande Anno Sportivo a tutti, vi do appuntamento alla prossima chiacchierata.


Grazie Coach ci associamo agli auguri e vi aspettiamo venerdì per la festa alle Pieraccini!!


Fonte: S.Villani
Glauco D´Oriano

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